San Giovanni Battista - Tomba Extra

La Torre

Il campanile di Tomba fu eretto nel 1817 e da quell'anno cambiò aspetto molte volte: basta inerpicarsi fino alla cella campanaria per osservarne muri e intonaci per accorgersi che le opere di sistemazione, intercorse nei suoi 200 anni di storia, sono state numerose.

Ventiquattro anni dopo la sua costruzione, nel 1841, gli venne posta a coronamento una cupola di lamiera zincata proveniente dal demolito campanile delle Crocette (torre facente parte del convento di Santa Croce, situato nell'attuale piazza Cittadella).

Nel 1862 il campanile fu sottoposto ad un primo intervento di restauro poiché, a causa dell'azione degli agenti atmosferici, pietre e pezzi di lamiera caddero sulla pubblica via colpendo anche alcuni passanti.

Soltanto tre anni dopo, nel 1865, si rese necessario un nuovo intervento sulla cupola che era a rischio di crollo.

Si intervenne nuovamente sul campanile nel 1885 per poter installare il nuovo concerto di campane che pesava il doppio del precedente.

Negli ultimi anni, l'aspetto della torre, soprattutto all'altezza della cella campanaria, era andato via via deteriorandosi. Per questo motivo, nel 2016, il campanile è stato oggetto di un nuovo intervento di restauro conservativo che ne ha ripristinato l'aspetto.

La Torre Campanaria

Le Campane

Risalgono all'anno successivo alla costruzione del campanile i primi tentativi di dotare lo stesso di un concerto di campane: partì da Tomba, il 16 luglio del 1818, la prima lettera indirizzata alla Imperial Regia Delegazione, una sorta di moderna Prefettura, dalla quale la parrocchia non ricevette risposta. Partì una seconda lettera il 6 novembre nel 1919, in cui si sottolineava il bisogno di un concerto di campane ma, nel contempo, si faceva presente l'impossibilità di realizzarlo con mezzi propri. Con la dovuta comunicazione al Governo Centrale di Venezia, si chiedeva inoltre che fosse data favorevole autorizzazione alle suppliche. La Delegazione inoltrò la supplica a Venezia e il 16 dicembre il Podestà De Persico informò la parrocchia che non si poteva procedere alla fornitura delle campane.

Visto il netto diniego, nel 1820 i parrocchiani si arrangiarono e ordinarono un concerto di cinque campane alla ditta Cavadini, che lo fuse in FA# con la campana maggiore di 539 kg. Dai documenti risulta che la solidità e l'intonazione delle stesse lasciavano a desiderare, di conseguenza la ditta Cavadini, per mantenere il suo buon nome, era disposta a rifondere il concerto.

Nel 1836 il nuovo parroco fece rifondere una delle campane piccole da Antonio Selegari, fonditore concorrente dei Cavadini. Il tutto non senza polemiche, visto il precedente impegno di Cavadini nel rifare il concerto. Nel 1842 Cavadini rifuse una campana: ciò fa credere che fosse stata raggiunta una riconciliazione con il parroco.

Da un documento dell'archivio parrocchiale si apprende che nel 1848 le campane erano cinque ma una era rotta. L'anno successivo, nel 1849, si concluse l'odissea delle campane di Tomba che finalmente furono sistemate.

Nel 1885, in occasione della solennità della Beata Vergine del Rosario, la parrocchia inaugurò un nuovo concerto di cinque campane fuse dalla ditta Cavadini. Nel 1930 al concerto venne aggiunta una nuova campana più piccola.

Le campane di Tomba a terra durante i lavori

di restauro del campanile avvenuti ad inizio 2016

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