Santa Lucia Extra

La Torre

Il campanile fu eretto nei primi anni del 1700 in stile neo-classico. La torre è costituita da un basamento su cui si innesta il fusto della torre, alto circa 30 metri, suddivisibile in tre porzioni: una sorta di podio per slanciare la costruzione, la sezione in cui è inserito l’orologio e la cella campanaria. Sopra quest’ultima si innalzano la pinna a bulbo, la sfera e la croce che portano la torre ad una altezza complessiva di 44,15 metri. La sezione della torre, quadrata, presenta un lato alla base di 6 metri ed una muratura dallo spessore di circa 1 metro. L’interno della torre, anch’esso a pianta quadrata, presenta un lato di 3 metri ed è scandito da diversi solai in legno collegati da gradini aggettanti in marmo rosso che percorrono i lati della torre. Durante gli anni la torre ha subito diversi interventi di restauro, l’ultimo dei quali nel 2001.

Per quanto riguarda lo stile neo-classico, esso è riscontrabile maggiormente all’altezza della cella campanaria; essa è costituita da otto colonne accoppiate con capitelli ionici che sono poste a sostegno di una trabeazione completata da un timpano triangolare. Le quattro aperture della cella presentano alla base delle balaustre sorrette da cinque colonnine e in sommità degli archi a tutto sesto.

La Torre Campanaria

Le Campane

Le prime campane di Santa Lucia risalgono alla seconda metà del 1700; nello specifico, il parroco di allora ordinò 5 campane al fonditore Giuseppe Antonio Larducci che realizzò nel 1774 le due campane minori e nel 1777 le tre maggiori. Di quel primo concerto rimane oggi in funzione solo la campana maggiore, detta “Betta” (nome che deriva dalla denominazione popolare della parrocchia, ovvero “Sant’Elisabetta nella contrada di Santa Lucia Extra”). Successivamente le quattro campane più piccole vennero rifuse dalla ditta Partilora-Selegari di Verona in diversi momenti: una nel 1827, due nel 1835 e una nel 1839.

A seguito della battaglia di Santa Lucia del 1848, le suddette campane rimasero danneggiate, ad eccezione della “Betta”, e pertanto furono rifuse nel 1852, questa volta ad opera della ditta Cavadini di Verona. Contestualmente alla rifusione delle quattro campane minori venne aggiunta anche la “sestina”, la campana più piccola del concerto, la quale però risultò difettosa e venne rifusa nel 1875. Nel 1942 fu decretata la requisizione delle campane per necessità belliche ma, grazie al parroco del tempo, si riuscì ad evitare la requisizione della “Betta” per ovvi motivi artistici e storici, oltreché a ritardare quella delle altre; alla fine furono requisite le tre campane intermedie, ma fortuna volle che la guerra terminò prima che queste venissero utilizzate.

La campana maggiore del 1777 fusa da Larducci

La campana maggiore

Capitolo a sé merita la “Betta”, la campana maggiore del concerto. Questa è la campana più antica, tra le “grosse”, ancora in attività e vanta pertanto una notevole valenza storica. E’ naturale che dopo due secoli di servizio questa presentasse una notevole usura lungo il bordo di percussione: erano presenti ben 16 affossamenti, il che dimostra come la campana sia stata periodicamente e correttamente ruotata affinché il battaglio potesse usurare uniformemente l’anello di battuta.

Nel 1980 venne individuata una porzione del punto di battuta ancora integra ed utilizzabile per poter salvaguardare la campana; porzione che in tempi recenti presentò nuovi segni di usura. Il bordo di percussione era pertanto talmente usurato da mettere a repentaglio l’integrità della campana stessa.

Nel 2011, data l’importanza della “Betta” e l’obbligo della sua conservazione, si procedette con un intervento di restauro consistito nel ripristino, mediante l’apporto di bronzo, del bordo di percussione, in maniera tale da rendere la campana utilizzabile senza il rischio di incrinarla.

Particolare Iconografico raffigurante S.Lucia

sulla campana maggiore "Betta"

Scheda Tecnica

Iconografia delle Campane

Campana 1

"5"

Testo sulla fascia sotto la cornice della calotta:

SEDENTE PIO VI PONTEFICE ET IN ECLA (Ecclesia) VERNSI (V eronesi) IOANNE MAVROCENO EPISCOPO.

Nella fascia centrale:A FVLGVRE ET TEMPESTATE LIBERA NOS DOMINE, e di seguito PIORVM ELLEMOSINIS ANNO MDCCLXXVII.

Nello stemma OPUS JOSEPHO ANTONI LARDUCCI VERONENSIS.
La caratteristica calotta, arrotondata e prominente, è ritmata da foglie con la punta rivolta verso il basso; scendendo vi è una spessa fascia vegetale da cui pendono festoni bucolici ad arco rovesciato.

Nella zona mediana troviamo i cammei con le otto immagini tra cui:

Madonna del Rosario con Bambino, Santa Lucia, visitazione della Madonna a Santa Elisabetta, Papa Pio VI. 

mentre la parte medio-bassa ed il bordo, sono decorati da semplici e sporadiche linee orizzontali.

Campana 2

"4"

All’interno della targhetta rettangolare: CAVADINI PIETRO PADRE, FRANCESCO E LUIGI FIGLI FONDITORI IN VERONA. PIORUM ELLEMOSINIS ANNO S MDCCCLII.

Nella fascia bassa sotto la targhetta: A FULGURE ET TEMPESTATE LIBERA NOS DOMINE.
Rilevato intervento di saldatura vistoso ma ben riuscito a riparazione di vecchia crepa.

Immagini sulla campana: Crocifisso,San Paolo, San Pietro, ?????? 

Campana 3

"3"

Nella fascia bassa:

A FLAGELLO TERREMOTUS LIBERA NOS DOMINE.

All’interno di una targhetta rettangolare: ANTICA E PREM.A FONDERIA VESC.E LUIGI CAVADINI E F.LIO IN VERONA.
Sotto la targhetta della Ragione Sociale

PIORUM ELEMOSINIS ANNO MDCCCLII REFUSA MCMX

Sulla campana ci sono quattro immagini

 

Campana 4

"2"

Nella fascia bassa all’interno cornice ovale:

IN TE DOMINE SPERAVI NON CONFUNDAR IN AETERNUM.

Marchio fonderia:

ANTICA E PREM.A FONDERIA VESC.E LUIGI CAVADINI E F.LIO IN VERONA, sotto la targhetta 1907.
Sulla campana ci sono quattro immagini

Campana 5

"1"

Nella fascia bassa all’interno cornice ovale:

AB OMNI MALO LIBERA NOS DOMINE. E continua PAR DOMINO ALIYSIO FORNASER.
Marchio della Fonderia: ANTICA E PREM.A FONDERIA VESC.E LUIGI CAVADINI E F.LIO IN VERONA.

Sotto la targhetta della Ragione Sociale: PIORUM ELEMOSINIS A.D.MDCCCLII REFUSA MCMXXIX.

Sulla campana ci sono quattro immagini.

Campana 6

"sestina

Nella fascia bassa all’interno cornice ovale :
A PESTE FAME ET BELLO LIBERA NOS DOMINE.
All’interno di targhetta ovale :

PREMIATA FONDERIA LUIGI CAVADINI E FIGLIO IN VERONA, in losanga contrapposta.

PIORUM ELEMOSINIS REFUSA ANNO MDCCCLXXV, sotto la Ragione Sociale.

VANA, DANIELE – RITA E PINO, MARCO, LUCA – VALENTINO E ANGELIN, CLAUDIO – NINA E ALDO.

 

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