San Nicolò all'Arena

La Torre

L'attuale chiesa di San Nicolò all’Arena sorge al posto di una più antica del secolo XII, della quale rimane oggi solamente la cripta. Agli inizi del secolo XVII il vecchio edificio fu acquisito dai Chierici regolari Teatini, che nel 1627 iniziarono la costruzione dell’attuale tempio su progetto dell’architetto Lelio Pellesina. La chiesa rimase incompiuta in quanto non vennero realizzate la cupola e la facciata; per quest'ultima, nel 1950, si adattò quella della chiesa di San Sebastiano, distrutta durante la II Guerra Mondiale.

Anche il campanile, che avrebbe dovuto affiancare la cupola, è rimasto incompiuto. Realizzato interamente in laterizio, presenta due piani sovrapposti con aperture monofore a tutto sesto, con lesene angolari. Nel 1935 fu demolita la copertura provvisoria a quattro falde per dare inizio ai lavori di completamento su progetto dell’architetto Ettore Fagiuoli, ma la costruzione si arrestò all’inizio del terzo piano, per problemi estetici legati alla vicinanza dell’Arena. Una nuova copertura a quattro falde inclinate, come quella antica, fu realizzata nel 1988.

La Torre Campanaria

Le Campane

Originariamente il campanile ospitava quattro campane in accordo armonico maggiore (prima, terza, quinta, ottava), di cui si conservano le due minori, opera di Bartolomeo Pesenti e fuse nel 1682 (1). Il concerto attuale, costituito da sei campa-ne in DO3 calante, è collocato nella cella campanaria posta al secondo piano del campanile. L’incastellatura di sostegno è metallica, con contrappesi in ghisa modello Cavadini Classico. Le campane sono azionate manualmente.

  1. Anticamente erano diffusi concerti composti da quattro campane intonate secondo l’accordo armonico maggiore in prima, terza, quinta, ottava. Questo tipo di accordo, detto "a salto", esisteva a Verona sui campanili di Sant’Eufemia e San Nicolò, ed è tuttora mantenuto nelle quattro campane della Torre dei Lamberti.

Il concerto di Cavadini esposto in Chiesa per la benedizione

San Nicolò - plenum - SCV
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Scheda Tecnica

Iconografia delle campane

Campana 1

"V"

CHRISTO REGI UNIVERSORUM IMMORTALI

SOLI DEO HONOR ET GLORIA PER INFINITA SECULA SECULORUM

PREMIATA FONDERIA VESCOVILE LUIGI CAVADINI E FIGLIO VERONA

1930

Crocifisso, S. Pietro, S. Paolo, Sacro Cuore

 

Campana 2

"IV"

JESUM BENEDICTUM FRUCTUM VENTRIS TUI NOBIS POST HOC EXILIUM OSTENDE O MARIA

PREMIATA FONDERIA VESCOVILE LUIGI CAVADINI E FIGLIO VERONA

1930

B.V. Assunta, B.V. Rosario, B.V. Carmine, B.V. Addolorata

 

Campana 3

"III"

IN TE DOMINE SPERAVI NON CONFUNDAR IN AETERNUM

PREMIATA FONDERIA VESCOVILE LUIGI CAVADINI E FIGLIO VERONA

1930

S. Nicolò, S. Andrea Apostolo, S. Tommaso Apostolo, S. Giovanni Battista

 

Campana 4

"II"

A PESTE FAME ET BELLO LIBERA NOS DOMINE

PREMIATA FONDERIA VESCOVILE LUIGI CAVADINI E FIGLIO VERONA

1930

S. Gaetano, S. Rocco, S. Andrea Avellino, S. Giovanna d’Arco

 

Campana 5

"I"

JOSEPH PATRONE MORIENTIUM JUVA ANIMAS EXEUNTES EX HAC VITA

PREMIATA FONDERIA VESCOVILE LUIGI CAVADINI E FIGLIO VERONA

1930

S. Giuseppe, S, Zeno, B.V. Immacolata, S. Luigi Gonzaga

 

Campana 6

"sestina"

SS  ANGELI DEI DEFENDITE NOS IN PROELIO NE PEREAMUS IN TREMENDO JUDICIO

PREMIATA FONDERIA VESCOVILE LUIGI CAVADINI E FIGLIO VERONA

1930

S. Michele Arcangelo, S. Agnese, SS. Angeli Custodi, S. Teresa di Lisieux

 

Il complesso include altre due campane, fuse da Pesenti e datate 1682, che corrispondono alle campane settima (3) e decima (0) di un ipotetico concerto a 10 campane impostato sulla scala di DO3. Considerata però l'epoca di fusione di queste due campane, la loro timbrica non risulta omogenea con il complesso moderno costituito dalle 6 campane datate 1930. Le due campane antiche sono comunque azionabili manualmente per il solo suono a "distesa".

Campana 7

"3"

IN HONOREM SANCTI CAJETANI THIENAEI

CLERICORUM REGULARIUM FUNDATORIS MIRACULORUMQUE PATRATORIS CLERICI REGULARES

A. D. MDCLXXXII BARTHOLOMEI PESENTI VERONENSIS OPUS

 

Campana 8

"0"

MENTEM SANCTAM SPONTANEAMET PATRIAE LIBERATIONEM

 A. D. MDCLXXXII BARTHOLOMEI PESENTI VERONENSIS OPUS

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